Please like me – comfort food per il cuore

Come andare dal gelataio e chiedere solo gusti dai colori pastello. Come immergersi in un film di Wim Wenders. Come sculettare cantando mentre si preparano pancakes.

Come…

Di cosa sto parlando, dite? Di  una serie tv che se vi piacciono tutte le cose elencate fino ad ora e ancora non lo avete visto, di certo vi manca un pezzetto di cielo.

È Please Like Me, telefilm australiano nato nel 2013 ideato e interpretato da Josh Thomas che esplora e indaga situazioni di vita reale con un umorismo un po’ stralunato e mai scontato. Un telefilm che fa piangere e ridere insieme*.

please like me

Come preparare un Sundae

  • Prendete una coppa di vetro a tulipano
  • Riempitela di piccole palline di gelato alla vaniglia 
  • Cospargetele con sciroppo o caramello a piacimento
  • Guarnite con panna e ciliegie al maraschino
  • Mangiatelo in una giornata di sole in modo che nulla o quasi possa turbarvi

Se come nel caso di Josh lo avete ordinato da dividere con la vostra ragazza ma questa, non appena vista la coppa posata sul tavolo decida essere il momento perfetto per lasciarvi spiegandovi che il motivo è perché siete gay, beh. Io vi consiglio di mangiarlo lo stesso. Perché la vita è davvero imprevedibile. Se poi siete il protagonista di Please Like Me, sicuramente già lo saprete e saprete anche che è meglio godersi ogni singolo momento di allegria, ogni singolo momento di serenità, perché al mondo intorno non interessa, il mondo intorno va avanti frenetico e aggrapparsi alle piccole gioie è un bel modo per rallentarlo un po’ e capire. Capirsi. Andare avanti.

E quindi si va a fare la spesa.

La prima puntata di Please like me ci catapulta nella vita di Josh che ha vent’anni, vive con il cane John e il suo migliore amico Tom, ha i genitori separati e sua madre ha tentato il suicidio. Ma non solo. Claire, la sua fidanzata storica l’ha mollato mettendolo di fronte ad una questione su cui non ha mai voluto soffermarsi, l’essere gay.

Perché per Josh, è chiaro, la vita bisogna viverla così come viene, senza progetti, senza illusioni che possano essere buttate all’aria. Allo stesso modo in cui si prende cura della madre, chiusa in un ospedale psichiatrico, di Tom che non riesce a mollare l’ingombrante fidanzata, del padre che si è rifatto una vita e ha una nuova figlia.

Josh si occupa di tutto e di tutti, cercando di non lasciare mai indietro i pezzi, sfornando dolci che riempiano il vuoto che sente dentro, per far sorridere le persone a cui vuole bene. Avendo paura sempre di non piacere abbastanza.

Così tra torte, pollo fritto e sandwich le prime due stagioni mostrano una serie di persone confuse, aggrovigliate tra prese di coscienza, la paura di dover crescere e quella di invecchiare da soli. Così conosciamo Hannah, Ginger e Stuart dell’ospedale psichiatrico e Geoffrey il primo ragazzo di Josh, fino ad arrivare ad Arnold ragazzo problematico e grande amore del protagonista e ad Adele la gallina.

please like me

Ogni singolo personaggio risulta insostituibile e spontaneo e necessario a far fiorire nuove situazioni e storie a sé che affrontano situazioni complesse come depressione, autolesionismo, disturbi ossessivi compulsivi e naturali come l’amore, la crescita e l’amicizia.

Ma non è un caso che io abbia iniziato a parlarvi di questa serie tv con la “ricetta” del Sundae. La maggior parte delle puntate di Please like me ha come titolo il nome di un piatto. Dal French Toast al complicato dolce francese Croquembouche (anche l’implacabile Ernst Knam di Bake Off Italy si sarebbe complimentato), fino ai pancakes con le faccine buffe.

Please Like Me sembra ruotare sempre intorno al confort food, alla cucina e al voler creare grazie ad esso un legame, una strana, allargata, isterica, delle volte sull’orlo del collasso, famiglia. Quella che Josh cerca di tenere insieme, specialmente nella terza stagione del telefilm, dove essendosi emancipato con un lavoro e maturato in campo sentimentale, si fa carico d’essere il collante per la propria famiglia disfunzionale e decisamente allargata.

please like me

La terza stagione, conclusasi con la decima puntata a dicembre 2015, rispecchia la maturazione dei personaggi e approfondisce con leggerezza i temi più importanti della serie con il coming out di Arnold, la ricaduta di Hannah e altri piccoli e grandi fatti quotidiani affrontati con ironia e tenerezza.

Please Like Me è il telefilm dove vorrei vivere. Che vorrei poter usare per far capire a chi, pur volendomi bene, non riesce a comprendere come sia la depressione, come sia viverla da dentro, cosa succede nella testa. Un telefilm che sento nel cuore ed è per questo che ve lo dico, è stato difficile scrivere questo post e l’ho fatto solo ora, un pezzetto la volta nonostante abbia iniziato a vederlo dalla prima puntata di 3 anni fa.

È anche un telefilm che vi consiglio di vedere perché è bello a tantissimi livelli. Un telefilm iperrealista, che tocca argomenti profondi con ironia ma mai superficialmente, divertente, romantico e tenero.

Un vero comfort food per l’animo. 

In attesa di vedere la quarta stagione (ancora non si sa quando) vi auguro buona visione!

Kiss kiss (bang bang)

*ridere e piangere allo stesso tempo mi ha fatto venire in mente di quando, secoli fa, durante una fiera a Torino io e mia cugina abbiamo interpretato il finale di Thelma & Louise su una macchina finta e con le immagini del Grand Canyon che ci passavano dietro. Sul testo che dovevamo recitare ci diceva di ridere e piangere contemporaneamente. La mia prima prova attoriaahahahahahah.

La scena è questa, comunque.

Se vi state chiedendo se esiste una testimonianza di questa cosa, sì esiste. Su VHS.

7 pensieri su “Please like me – comfort food per il cuore

  1. Christian Antonini (@IlKryss) ha detto:

    Non sono sicuro che il commento sia partito
    lo riscrivo e provo ad ampliare

    Bel post. MI ha incuriosito. Potrei anche dare un’occhiata alla serie. Non sono sicuro possa avvincermi per più stagioni. Ma solo perché non sono molto per le serie sentimentali in questo periodo.

    Posso abbracciarti e poi preparare dei pancake (ma magari io non sculetto eh)

  2. Valentina ha detto:

    Stupidamente nel post non ho specificato che è una serie con poche puntate, per tre stagioni ha un totale di 26 episodi. Se ti capita di vedere anche solo la prima puntata, fammelo sapere!

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