Weird Loners – Giovani, carini ed emotivamente disturbati

Non amo parlare di cose che non mi piacciono per il gusto di criticarle. Non amo particolarmente nemmeno parlare di cose che mi hanno lasciata indifferente, ma in questo caso, Weird Loners va in una categoria a parte.

Il telefilm, una commedia leggera molto americana, è stata creata da Michael J. Weithorn, nome che ad essere sincera non mi diceva nulla (da qui il link a Wiki). Il numero di episodi di cui è composta la prima stagione doveva già farmi capire che non saremmo andati molto lontani e infatti, ve lo dico subito, Weird Loners, è stato già cancellato.

Bene. Allora perché ne scrivo? Perché c’era il potenziale ma il signor Weithorn non mi si è applicato abbastanza.

 

Weird Loners

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Catastrophe – quella serie che all’ultima puntata ti rende sboccato come Q*Bert

C’è che  capitano delle giornate – molte, diciamo pure troppe – che la noia mi assale e non è che non avrei nulla da fare ma è proprio la stuffia addosso. Presente? Quindi, pesco a caso tra nuove serie televisive e a volte mi va male, altre decisamente meglio, come nel caso di Catastrophe.

La serie, che è uscita praticamente ovunque nel mondo tranne che in Italia, parte in sordina e cresce fino ad arrivare al finale che #@!!!## e non vedi l’ora che arrivi ottobre 2015 per sapere come va avanti. Ma andiamo con ordine. Ché poi mi incasino, ché poi non ci capite nulla.

Iniziamo da quella idea farloccona del salto della quaglia.

catastrophe

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Scusa! Mi è entrata una bruschetta nell’occhio – di quanto ho pianto per le serie tv quest’anno

Siamo in quel momento di passaggio di testimone tra una serie televisiva e l’altra. Finisce Game of Thrones, ricomincia True Detective. Termina Orphan Black, si parte con Defiance. E così via.

Insomma, il mio carnet di ballo non è mai vuoto. Ohohohoh.

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Perciò, faccio un recap decisamente personale, parlandovi delle serie le cui stagioni di questo semestre, mi hanno addolorata di più.

Questo post è da qui in poi, potenzialmente ad alto rischio di spoiler, ma se non vi frega nulla degli spoiler, andate avanti in pace.

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Cucumber + Banana + Tofu – e non è una ricetta vegan

Parlare delle serie create da Russel T. Davies, Cucumber, Banana e la web series Tofu non è semplice. E non perché le parole per descriverlo mi manchino o perché ormai, a tre mesi dalla sua conclusione, si è già parlato e detto tanto, ma semplicemente perché sono telefilm che mi hanno toccata profondamente. Ogni aggettivo mi sembra vuoto e dire che queste serie che trattano tematiche LGBT, ma che in realtà coinvolgono ogni tipo di “diversità” e ogni tipo di discriminazione, insomma, etichettarle come coraggiose… diviene superfluo e quasi insultante. Perché l’idea di Davies è molto di più, travalica l’idea di sessualità e diversità e morte e cordoglio. Insomma. Continuate a leggere e vediamo se riesco a spiegarmi.

Già vi avverto, ma lo rifarò anche in seguito, che questo post trasuderà spoiler e lacrime.

Cucumber Channel 4

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Raised by Wolves

Raised by Wolves – lalalalalallalalalalaaa

Partiamo subito dal fatto che sono settimane che non riesco a togliermi la sigla di questo telefilm dalla testa. Sarà per il testo – lalalalalalalalalala lalalala lala lala laaa lalala lala la – facile da memorizzare o chessò io ma intanto è qui. Incollata.

Continuiamo anche dicendo che ho finito da poco di vedere la prima stagione di sei episodi e già mi manca.

Sto parlando di Raised by Wolves, serie televisiva inglese, divertente, sopra le righe e con una colonna sonora che spacca. Scritta dalle sorelle Caitilin e Caroline Moran, la serie racconta l’adolescenza delle due trasportata ai nostri giorni ottenendo un risultato davvero piacevole.

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Attrici e autrici insieme!

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