[Flashback] Farfalle in un lazzaretto di Camilla Ronzullo

(In occasione dell’uscita della nuova edizione di Farfalle in un Lazzaretto di Camilla Ronzullo, vi ripropongo, essendo questo un libro a cui sono particolarmente legata, la mia recensione uscita l’8 giugno 2013 su Uncanny Nerdz e andata dispersa per qualche tempo)

Quando crei una coperta patchwork ogni quadrato ha un suo posto, un suo concetto un suo perché  Ogni punto ad unire i vari pezzi è indispensabile. Quando ti ritrovi tra le braccia questa coperta dai vari colori dei vari umori, l’unica è avvolgercisi stretti e vivere il momento.

Farfalle in un lazzaretto è così.

Ma è anche un Bolero. Inizia piano, languido e poi ti trasporta.

*** Questo libro l’ho amato tanto che non volevo finisse mai. per questo è così difficile scrivere una recensione che sia all’altezza. ***

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Galveston di Nic Pizzolatto

Ho finito Galveston di Nic Pizzolatto

Che poi, siamo onesti, non avessi visto True Detective, non ci sarei mai arrivata, no. Ma poi, in tre giorni tre di passione e nient’altro, le ho lette queste 266 pagine di Pizzolatto. La storia di Roy. Roy e le sue cicatrici, le sue donne. La storia di Rocky. Rocky. Combattente con la sconfitta scritta nel dna.

Ma divago. Scusate. I personaggi di Galveston, ti portano un po’ a spasso dove vogliono loro.

Ogni pagina mi sono fermata, l’ho riletta, mi sono segnata citazioni su citazioni. Mi ha fatto pensare tanto ad alcune persone che la mia vita la sfiorano solo. Mi ha fatto imprecare a denti stretti, e piangere. Sì.

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[Flashback] Torino, in alternativa

“Certo che chi ha vissuto a Torino la propria adolescenza o post adolescenza tra gli anni ’80 e ’90, si ritrovava ad essere o gothic o metallaro o uno zamauarro senza ritegno”

“E tu cos’eri?”

Si sa, i ricordi possono nascere per una parola, una sensazione, un aneddoto. Così stasera, sono ritornata a quando avevo 16 anni e il mio rossetto era nero.
Era il 1998 e Torino aveva l’aria di una Berlino più accomodante e ben educata. La nebbia spessa come crema, il cielo bianco e abbacinante. L’aria era elettrica, di aspettative. Negli anni appena trascorsi era cominciata una vera e propria rivoluzione underground e alternativa.

Alternativa a che? Alternativa a tutto.

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